N.B.: stavo tornando a casa da lavoro, ubriaco, un po' drogato... sì, mi piace molto il mio lavoro.
Capitolo III - Il Genio della lampada
Fu solo verso i dodici anni che scoprii il Genio della lampada, l'unica differenza dai canali ufficiali era la modalità di chiamata. Non bisognava strofinare ma tirare, di naso, su, forte, con una banconota di taglio forte possibilmente, e non importava cosa. I sogni a quel tempo si realizzavano no matther what.
Preso dalla foga, cominciai a pensare che tutti i miei problemi relativi alla respirazione potessero passare così, scavando a poco a poco il mio naso a tirate di felicità, laborioso come nani efficienti, capaci di tirare fuori oro dalle peggiori situazioni territorio-economiche(?). Mi Sbagliavo?
Molti dicono che non sia questa la soluzione, la risposta. Ma quei molti hanno mai sofferto? Non si scappa dalla realtà di tutti i giorni, eppure in quei momenti, mi sentivo libero dalla mia gabbia di carne e ossa. Perché seppur ero felice nel mio essere più profondo, ero in agonia nel mio essere al mondo, non deforme forse, non distrutto da un cancro, ma difettoso, fino all'umana sopportazione.
Nessun commento:
Posta un commento